Johnson vs. Hollande
La Francia non cambia mai. L’eccentrico sindaco di Londra Boris Johnson lo sa bene. Erano trent’anni che non andava a sciare sulle Alpi francesi. Tutto è rimasto uguale, ha scritto Johnson sul Telegraph: “L’aria frizzante come champagne”, il cielo blu, gli sbuffi di neve che sembrano zucchero a velo, il paesaggio imbiancato che concilia la meditazione, “sempre la stessa storia”.
18 AGO 20

La Francia non cambia mai. L’eccentrico sindaco di Londra Boris Johnson lo sa bene. Erano trent’anni che non andava a sciare sulle Alpi francesi. Tutto è rimasto uguale, ha scritto Johnson sul Telegraph: “L’aria frizzante come champagne”, il cielo blu, gli sbuffi di neve che sembrano zucchero a velo, il paesaggio imbiancato che concilia la meditazione, “sempre la stessa storia”. Compreso lo “scandalo” delle scuole di sci: “Una violazione totale, palese, perpetua e senza vergogna dei princìpi basilari del libero mercato europeo da parte dei francesi”.
Non c’è verso, se vuoi insegnare a sciare a tuo figlio – sbotta il sindaco londinese liberista fino al midollo – troverai solo insegnanti francofoni con pressappoco le stesse fattezze. Crema solare spalmata sul viso abbronzato, sorriso fisso, l’hop-hop facile e gli occhi sempre puntati su qualche bella allieva. Più o meno. “Di certo saranno vestiti tutti con la stessa tenuta da sci rossa e col logo Ecole du Ski Français – e saranno tutti francesi, mes amis. E solo francesi”, chiosa Johnson. E’ “virtualmente impossibile per un inglese mettere in piedi una scuola di sci sul versante francese delle Alpi per soddisfare i numerosi anglofoni che s’ammassano lì ogni inverno – e che sono convinti che la parola ‘dérapage’ abbia a che fare con la scollatura femminile”. E il tutto in barba alla direttiva Bolkestein sul libero mercato, tanto per rincarare la dose. E’ “oltraggioso”, “per quale motivo in terra un inglese non può lavorare lì? Potete immaginare la Gran Bretagna che impone restrizioni simili in un qualsiasi settore?”. Difficile da immaginare in effetti.
Ma per i francesi è un vizio, al punto che lunedì il Parlamento ha approvato una legge per costringere le aziende a restare in patria. Chi delocalizza rischia sanzioni. La riforma non piace a nessuno. Per i sindacati è troppo blanda, chi vuole se ne andrà. Per gli imprenditori non fermerà la desertificazione industriale ma, anzi, allontanerà i già tracollanti investimenti esteri. Un nuovo capolavoro dirigista del governo social-colbertista di Hollande. Protezionista sulla neve come in fabbrica.